Intervista a Daria Forelsket e a Danilo Cristofaro, due ragazzi con la passione per il teatro.
Ho avuto modo di incontrare Daria e Danilo nel mio studio a Priverno dove abbiamo fatto una bella chiaccherata e a seguire un’intervista sulla loro attività teatrale.
– Ho chiesto a Daria Forelsket e a Danilo Cristofaro quando e come fosse nata la loro passione per il teatro. Daria ha cominciato a studiare arte drammatica all’età di 11 anni ed ha proseguito con la critica e la scrittura teatrale. Successivamente con l’avanzare dell’età ha esordito come regista e interprete principale. Danilo invece ha iniziato con la musica e si è esibito nel palco già dall’età adolescenziale, In seguito ha avuto una propensione per la teatralità curando anche la scenografia, i costumi, il trucco. Con la musica riusciva a coinvolgere direttamente il pubblico collocandosi in
mezzo ad esso portandovi le sue performance musicali.
– L’intervista è continuata chiedendo loro quali difficoltà abbiano incontrato nel corso della loro esperienza teatrale. Daria ha segnalato come non fosse riuscita a trovare esperienze formative complete e che fossero consone alla sua esigenza creativa e multidisciplinare ed ancora trovare delle microrealtà in cui inserire progetti più piccoli e meno categorici. Danilo invece non ha mai incontrato particolari difficoltà anche se in qualche occasione le sue performance più provocatorie hanno incontrato un certo bigottismo.
– La terza domanda è stata quella di spiegare meglio il loro esordio e in quale teatro fosse avvenuto. Daria e Danilo hanno operato insieme in diverse circostanze, ma teatralmente si sono esibiti per la prima volta presso il Teatro “Lo Spazio” di Roma con il loro gruppo di lavoro “Pillole Concezionali” con lo spettacolo “Psikometa – apologia di un martirio” che Daria ha scritto, diretto e interpretato, come già detto con il loro gruppo di lavoro. In questa circostanza Danilo ha curato il montaggio musicale e tutto ciò che riguardava l’aspetto tecnico. Per quanto attiene allo spettacolo di cui sopra, il pubblico ha risposto positivamente, mentre la giuria si è detta scossa, ma attratta dalla varietà delle influenze di cui l’opera si è avvalsa. In particolare ciò che ha colpito sia il pubblico che la giuria è stata la presenza di “Savva Lodar” di cui nessuno conosceva l’identità.
– Per finire l’incontro con Daria e Danilo, ho chiesto loro quali fossero i progetti futuri che hanno messo già o stanno mettendo in cantiere. Sicuramente portare “Psikometa” in altri luoghi e teatri, ma anche stanno curando un audiovisivo sperimentale che comprenderà il nuovo album di Danilo e il primo cortometraggio di Daria. Essi intendono inoltre occuparsi di performance sperimentali che possano comprendere tutte le forme d’arte, dalla letteratura alla musica elettronica.
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