La demografia di Lucidi e la memoria di Memmo Guidi
Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Domenico Guidi in risposta all’articolo La demografia di Lucidi e il futuro pubblicato ieri a firma di Lidano Grassucci
Caro Lidano,
condivido perfettamente il tuo pensiero per la nostra terra lepina.
Siamo diventati aridi di idee e di azioni. Siamo superati in tutti i settori.
Una decadenza pericolosa per il futuro dei nostri giovani.
Eppure abbiamo una storia intensa di cultura, saggezza, istruzione, lungimiranza in tutti i campi.
Mi ricordo che anni fa’ si diceva che a Priverno si piantavano broccoletti e nascevano preti a Sezze piantavano carciofi e nascevano presidi.
Quello che gridi con il tuo articolo di fatto certifica l’“irreversibilità” del declino di vaste porzioni del territorio, e chi li governa ha rinunciando esplicitamente a invertirne la traiettoria. Forse c’è bisogno di rigenerarsi.
Rigenerare non significa soltanto realizzare infrastrutture materiali (scuole, presidi sanitari, connessioni), ma soprattutto riconoscere, sostenere e potenziare ciò che già produce beni comuni nei territori: cultura, lavoro, relazioni, senso.
Contrastare lo spopolamento con incentivi economici può risultare utile, ma non è sufficiente.
È necessario alimentare la capacità endogena delle comunità di generare benessere, coesione e progettualità.
In questo si gioca la differenza tra il mero “governo dei fondi” e una strategia territoriale autenticamente generativa.
È necessario lanciare una sfida. La sfida non è soltanto quella di contrastare lo spopolamento, ma di promuovere nuove forme di cittadinanza territoriale, fondate su corresponsabilità, generatività e produzione di senso.
Perché ciò che oggi appare periferico, domani può rivelarsi centrale. A patto di volerlo vedere.
Domenico Guidi
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