La demografia di Lucidi e il futuro

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Lidano Lucidi presenta uno studio sulla demografia di Sezze dal 2014 al 2024. Bene, ci saranno tanti eleganti dati. Di mestiere racconto le cose che vedo, noi giornalisti abbiamo il rigore dei dati ma dobbiamo avere anche la sensazione sul dato che ancora non c’è. Sezze ha fatto la muta da tempo, la sua gente è andata via, nuova gente è venuta e ogni cosa si legge altrimenti. Guccini si chiede, in Bisanzio, romani e greci dove siete andati e per strada si parla in alamanno e goto. Una capitale complessa è diventata una periferia che rischia di farsi banale. La demografia registra i fenomeni, la politica dovrebbe prevederli, governarli. La politica con è presa d’atto asettica dell’esistente. Sezze si è fatta di piano, da centro storico fasciante è diventata città di villette disperse. Vista dal piano di sera con le luci pare una lumaca che va verso Trevi dove ha le antenne e la “casetta” è un centro storico che si fa buio.
Sezze era scuola, era classe dirigente, era seminario, accademie di lettere. Oggi? Latina, dove non sono certo delle lenze, pensano all’ università, ad un modello di formazione, ma Sezze si tira fuori. Arriverà a Latina la facoltà di agraria, Sezze non ha nulla da dire? Mio nonno Lidano mi diceva che i cispadani erano bravi sì ma non erano contadini e lui insegnava a coltivare … Ecco, perché non dire qualche cosa, perché non inserirsi, non proporsi . Al monastero delle clarisse Paride Martella voleva mettere “Scienza della assicurazioni”, una idea fantasiosa, ma idea. Perché non chiedere: perché no agraria qui, in un posto dove c’è agricoltura di collina ma anche di piano, dove c’è la cultura della perticara, del broccoletto e del carciofo ma senza disdegnare l’ulivo.
Demografia? Bene a sapersi, ma il futuro non è la foto demografica di oggi, ma l’ utopia di domani.

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