“…La verità
Arriva silenziosa, la verità
La verità disturba sempre un po’ qualcosa…”

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L’espressione inglese fake news indica notizie false diffuse in diversi modi, con il deliberato intento di disinformare.

Negli ultimi decenni, con l’avvento di Internet, il mondo sembra essere diventato più piccolo e la diffusione delle notizie più rapida.

Internet ha moltiplicato a livello esponenziale le informazioni che riceviamo ogni giorno, e di conseguenza anche le informazioni false, le bufale appunto.

In realtà, creare e divulgare una notizia falsa non è un reato.

La diffusione di fake news diventa però un illecito quando turba l’ordine pubblico e porta al reato di diffamazione aggravata.

Gli articoli del Codice Penale che regolamentano il fenomeno delle fake news e della diffamazione sono:

  • L’articolo 656 del Codice Penale, che sanziona con la pena dell’arresto fino a tre mesi o una multa fino a 309 euro, chi pubblica o diffonde una notizia “falsa, esagerata o tendenziosa” idonea a turbare l’ordine pubblico.
  • L’articolo 595 del Codice Penale che sanziona con la reclusione fino a un anno o con una multa fino a mille trentadue euro, chi comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione.

Quello dell’informazione è un campo molto delicato che ha sempre generato timore nelle persone.

Alla necessità di sapere cosa sta accadendo e perché, si contrappone la narrazione della realtà.

Perché vengono diffuse fake news?

Ci sono diverse motivazioni che possono spingerne la diffusione.  Dalla ricerca di “click” che portano un vantaggio economico al sito visitato, al tentativo di pilotare l’opinione pubblica su questioni delicate, ad esempio di carattere sociale o politico. Altre volte le notizie false vengono diffuse per perpetrare veri e propri attacchi personali.

Ma davvero le fake news sono un fenomeno recente e legato ad internet?

In realtà sono sempre esistite, solo che adesso è diventato più facile farle circolare. Il problema della disinformazione è molto più ampio e non nasce certo con la rete.

Addirittura il famoso sogno di Costantino “In hoc signo vinces” è quasi certamente una bufala.

D’altronde, le informazioni hanno sempre avuto uno stretto rapporto con il potere, perché orientano la percezione della realtà delle persone. Dietro un racconto distorto della realtà si nasconde uno scopo preciso che ha a che fare con il controllo dell’opinione pubblica.

Già nella seconda metà del V secolo a.C., i sofisti ebbero la grande intuizione di capire che a garantire il potere non è l’aderenza a valori comuni e accettati, bensì la manipolazione delle opinioni personali.

E oggi?

Troppo spesso la verità deve scontrarsi con l’opinione delle masse fino a sembrare meno vera di ciò che esse ritengono invece vero!

Resta da chiedersi come sia possibile districarsi in questa tempesta di notizie che ogni giorno ci assale.

È importante imparare a decodificare i media e diventare cittadini più consapevoli. Ciascuno di noi ha il compito e la responsabilità di verificare e mettere in discussione quello che legge, condivide e pubblica online.

Se è vero che spesso le notizie sono incontrollate, è altrettanto vero che informarsi e studiare sono gli strumenti per smentire le falsità.

Internet, se usato nel modo giusto, permette anche questo. Basta armarsi di un sano spirito critico, per cercare e leggere tra le righe non solo quello che accade davanti a noi, ma anche il come ci viene raccontato. 

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About Post Author

Manuela Fantauzzi

Igienista Dentale e Life & Business Coach. Da sempre appassionata di storia e politiche sociali, con la passione del racconto. Vice presidente dell'Associazione SETIAM, ho la visione di una società non prigioniera del presente, ma che progetti il futuro avendo al tempo stesso memoria del passato. Sezze ha una lunga storia e una forte identità che devono rappresentare il motore per il suo sviluppo.
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