Sezze, l’anfiteatro da abbattere per non diventare Spinaceto a 319 metri di altezza
Sezze è capitale dei Lepini o “sovrana” sul piano?
Credo che questa domanda sia esiziale per cercare di abbozzare un’idea di futuro per una comunità che era fortemente identitaria ed ora si allenta.
Era fortemente identitaria, oggi i “setini” del piano hanno riferimento a Latina, Pontinia, Roma e non leggono più le tante “chiese” del centro storico.
I 319 metri di altezza hanno creato un’isola che ha tagliato i ponti con il continente.
E chi “usa” il piano e Roma qui ci viene per la “logistica del sonno”. Sezze è una addormentata che conserva incredibili sogni ma dorme.
L’ attività più importante della città è il polo scolastico del Pacifici De Magistris, poi micro imprese e impiegati pubblici.
L’ agricoltura è diventata marginale e neanche originale, essendo poi agricoltura di piano contribuisce ad altre economie, come Pontinia.
Che fare? Si potrebbe cominciare a parlare, a portare idee capovolte.
L’ anfiteatro è un mostro, servono mine e una grande implosione per ripristinare quel luogo identitario. Leggo che Italia nostra vorrebbe fare un concorso di idee sul mostro, ma qua non servono idee serve San Michele che uccide il drago. Il drago della banalità di cemento davanti all’originalità di un anfiteatro naturale. A volte bisogna tornare indietro per andare avanti.
Servirebbe un anfiteatro tra le pietre e non una scatola di cemento, una bestemmia di cemento. Già chiede vendetta Ferro di cavallo
Avere la forza di dire… Abbiamo sbagliato.
Poi servirebbe pensare ad un centro storico che si fa servizi al tempo libero, che richiami dal piano e non si isoli da questo, si chiude in se stesso.
Niente auto, presenza anche simbolica delle forze dell’ ordine, concorrenza alla eccellenza setina e non ad un sezzesita’ sbandierata quanto effimera.
Serve pensare diverso, immaginare fontane e non parcheggi. Seguire i percorsi delle Chiese e non ignorarli e tornare a discutere cercando radici non pensando alle chiome. Uscire dall’ anonimato e cogliere le opportunità: dall’ Appia patrimonio dell’ umanità, all’uomo a phi, alla riappropriazione dell’ acqua.
Naturalmente non ho soluzioni, ma certo abbiamo bisogno di ribaltare il tavolo che, se resta così, ci porta ad essere periferia di Latina e Pontinia che stanno diventando Spinaceto. Una Spinaceto a 319 metri di altezza.
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