Sezze ed il bello di ricordi di tempi altri sull’ estetica
Siamo a SEZZE dopo giorni di freddo vero con la montagna della Semprevisa che ha provato ad imbiancarsi almeno per una mezza giornata dopo la Primavera della cinquantatreesima Sagra del Carciofo del 12 Aprile, la prima senza botte, spari, accoltellamenti una vera festa di primavera per i tanti turisti accorsi e setini partecipativi.
Arriva il 25 Aprile freddo e piovoso e della libertà poco interessa ai tanti setini tanto che all ‘altare ai caduti in quel parco bellissimo che è il Monumento, ci stava solo la vice sindaca Michela Capuccilli mentre il fremere è stato nell’attesa per il ponte del primo maggio che dicono pioverà, ma oggi , oggi a SEZZE il 30 aprile c’è il sole , il cielo è limpido e le rondini si rincorrono tra un tetto e l’altro del centro storico.
Se si tiene l’orecchio ben teso la loro musica è sempre la stessa da millenni e la luce anche, a breve si avvia al tramonto che solo pochi luoghi hanno e SEZZE ha questa rara luce e tramonti, che solo pochi sanno vedere e comprendere . E mi spiace anche per questa Primavera che è durata solo pochi giorni a SEZZE accompagnata da un evento speciale a Vigna La Penna con Silvio Sangiorgi e con tanti setini che hanno goduto di bellezza, natura e arte e della bell’aria di Suso.
Dicevo, mi sono persa un po’ nella retorica del bello che dopotutto a SEZZE c’è , quella tanta bellezza illuminata da una luce che pochi luoghi hanno e SEZZE è tra questi e che pochi sanno vedere e riconoscere, scusate mi sono ripetuta saranno stati gli ultimi avvenimenti a stordire la mia concentrazione tesa a non perdermi tra le bruttezze e brutalità che sono a mio avviso meno della tanta grazia e bellezza .
E va bene o va bene, finiamola così :” neanche per questa Primavera sono riuscita a scrivere un bel pezzo promesso al direttore sulla bellezza della Primavera a SEZZE, di quanto era bello vedere Lidano biondo, con i boccoli , occhi verdi azzurro, la giacca verde di velluto a righe con il giornale in tasca, non ricordi se l’Unità, l’Avanti! o il Manifesto poco importa ,perché stiamo concentrati sulla bellezza e a maggioranza dicevano che era più bello il suo amico Enzo Eramo, ma per me la La Primavera non era quella di Botticelli era quella di SEZZE con una luce unica , i vicoli i parchi verdi del monumento e della macchia e intravedere un bel ragazzo intellettuale Lidano Grassucci, scendere da casa sua, in Via Guglielmo Marconi , proprio dove Sabato 28 Aprile ci sono stati atti di brutalità assoluta. Per me la Primavera a SEZZE era quella della bellezza e della cultura “
Nela foto: io, Damiano, Angelotto e Francesco a Rimini
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