Sezze/ Spl, troppo nana per aver senso

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Il mondo è grande: oggi si compete non più per piccoli stati, ma per blocchi. Europa, Cina, India. L’Italia, la Francia, la Germania sono troppo piccoli per fare da soli. Per analogia dobbiamo affrontare il modo per affrontare i problemi in questo tempo “grande”. A Sezze gestiscono i servizi con una società propria, una società che ha come mercato poco più di 20.000 residenti, un isolato di Roma. A Roccagorga, intorno a 5000, hanno Vola. A Pontinia la Trasco, 15.000 residenti. A Latina per i soli rifiuti Abc.

Tutti soggetti che pesano sulle casse dei comuni, sui contribuenti e sulla “qualità dei servizi”… Naturalmente sono centri di potere e nessuno si assume la battaglia politica di unire questi sistemi, usare le sinergie e gestire in termini industriali l’erogazione dei srvizi. La polemica è sulla singola inefficienza e mai sul vero problema: non puoi gestire problemi giganti con dei nani. Oggi le ferrovie stanno investendo su Sezze, la stazione, 12 milioni di euro ma se invece di Ferrovie italiane fossero: Trenosezze, Trenolatina, Trenopontinia, Trenopriverno… impensabile un intervento da 12 milioni, manco esistente l’alta velocità gestita da tronofrosinone o al posto di Italo da Ciociaro.

Se a Sezze non si torna a pensare alla grande, ma si continua a vedere Borgo Faiti e il Semprevisa come colonne d’Ercole.

Cito Pietro Gambadilegno  che diceva “per essere grande devi pensare in grande”. Pensiamo nano

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