I racconti di Gattino/ La trebbia di Faustino e l’alfetta di Calandrini, intorno a no sportello di Postamat

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Mi telefona il mio amico Faustino Perciballe. Ha letto la notizia di un senatore, Nicola Calandrini, che inaugura con tanto di sindaco e autorità un postamat a Bassiano. Ma mica non  senatore accosì: presidente commissione bilancio, capo di Fratelli d’Italia da Valle lata fino al Garigliano, manco Carlo V.

Siamo gente di osteria e l’ironia ci viene non facile di più. “E allora a mi che so fatto araprì i banco posta agli Coglio prima che a Sezze nel 2008, chi me teneva vebì affianco… i Papa, i dapò dillo ca la domanda l’ha fatta Memmo co Titta”.

Ora da noi, da noi papalini, più del Papa non c’è. Poi continua “ma mo scrivi che i so fatto mette i banco posta agli coglio, ca non vorrei che vevo con la fascia a dice ca su isci”

Mentre racconta mi viene in mente una conversazione quando eravamo ragazzi proprio ai Colli, uno di noi affermò che il padre era uno buono. Per avvalorare la sua tesi spiegò: “padremo porta l’alfetta”. Un altro che stava lì sornione lo fermò: “e allora padremo che porta la trebbia…”

Faustino portava la trebbia, per l’alfetta fate voi.

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