Auguri a Titta, quando mi fece sentire Fofò…. “senza pane”

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Sei bello Fofò.

Si, lo so

Oggi è il compleanno di Titta Giorgi, l’anima profonda di una setinità che va morendo nella periferia che Sezze è diventata, rispetto a quella che era nel bene e nel suo male.

Penso a fargli gli auguri per la goliardia che mi ha insegnato nel vivere sociale, e non è poco, fa la differenza.

Un poco in questo pezzo coltiveremo le vanità. Siamo tutti Fofò

Un giorno al ristorante alla curva a Bassiano, Zio Titta a capotavola mentre istigava a mangiare di più… “senza pane”, davanti all’altro genio di Domenico Guidi dichiara con la voce da cassazione: “ne, se, ne se ma Mentana? Fazio? Emilio Fede? Ma chi cazzo su…, u mette Lillo e Piercarlo (riferimento a me e a Piercarlo Giorgi), ma manco a chiaccarà”. Poi si ferma e aggiunge: “schitto, i capo, i capo gl’ ha fregachi i capo”.

Memmo ci mette il timbro: “Vero, Ti. Vero, ti ragione”. E lui di bucie se ne intende.

E, che vuoi ridere, che vuoi sorridere ci bevi sopra quando sei incoronato Papa e manco hai preso i voti. Incassi, fai la ruota come il tacchino e ti illudi che potevi volare come l’aquila, ma il tacchino ha il culo pesante.

Così è la vita se la sai vivere, devi saperti divertire, auguri Titta. Buon compleanno

Sei grande Lillò

si lo so

 

Nella foto: in piedi Memmo Guidi (ma è buciardo e vi garantirà che sta seduto), Claudio Sperduti  e Titta

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