Bassiano/Il vespasiano a dispetto: la pipì dove la faccio

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Mi scappa la pipì papà
Mi scappa la pipì
Mi scappa la pipì
Mi scappa la pipì papà
Non ne posso proprio più
io la faccio qui

Pippo Franco, mi scappa la pipì papà

 

Hanno il nome di un imperatore, mica prosperi: vespasiani. A Bassiano dove gli animi sono di certo vivi e non morti Umberto Feola scrive una lettera aperta, sulla pipì e su dove farla. IL Comune ha piazzato i vespasiano attaccati alle attività artigiane, come se quelle fossero spazi di avanzo

Ma è mica uno scherzo, qui la guerra della pipì è iniziata e dietro ci sono sindaci e già e sindaci ancora (Onori e Guidi). Da una parte la libera pipì, dall’altro la pipì costretta ma accanto a quei anarchici degli artigiani.

 

LA NOTA DI UMBERTO FEOLA

Buon pomeriggio a tutti, Mi scuso in anticipo per la lungaggine di questa nota ma oggi è successa una cosa di cui mi sono molto dispiaciuto e credo sia di interesse per l’intera comunità. Come mostra la foto, sono stati piazzati degli orinatoi sulla bottega della restauratrice qui in centro a Bassiano.

La cosa ha destato dissapori già tra alcuni primi avventori. Personalmente credo che questo non sia in gesto contro o a favore di qualcuno, quanto più una svista o, forse, il frutto di un ragionamento poco lungimirante.

Nel corso degli ultimi decenni, tra artisti, artigiani o semplici professionisti, siamo in molti ad aver scelto di venire a Bassiano a vivere e a lavorare. C’è sempre stato un grande rispetto per figure come Marina, la restauratrice in questione, o come quella di Marco, il liutaio, e questo ha contribuito ad una sinergia che garantisce una vita nuova a Bassiano più bella, interessante e ricca per tutti.

Quelle degli artigiani in bottega sono attività che si reggono in molti casi sul filo della sopravvivenza e solo una particolare attenzione da parte degli amministratori gli ha permesso di andare avanti fino ad oggi. Piazzare degli urinatoi su una bottega che proprio in questi giorni dovrebbe essere visitata come uno dei punti di attrazione per i turisti è un gesto che ha del masochista, oltre che un po’ scemo. Tra l’altro la bottega da domani sera sarà inagibile perché, con una certa ironia, lo sfogo dei gas dei bagni è proprio davanti la finestra della bottega, che si riempirà di effluvi e cattivi odori che ne renderanno impossibile la permanenza.

Questa condizione, se non risolta, andrà avanti fino alla fine delle feste e una attività che avrebbe potuto finalmente giovare di questo momento di transito turistico si trova a vedere vanificato tutto, per la prima volta dalla sua fondazione, oltre all’immagine che i turisti avranno di un luogo d’interesse in pieno centro storico a cui il comune ha attaccato dei bagni. Insomma, una figura da escrementi, tanto per rimanere in tema. Ora io non conosco questa nuova amministrazione, se non per alcuni elementi per cui nutro forte simpatia e profonda stima. Da quel che ho sentito però il sindaco, che purtroppo non conosco, è stato interpellato e la risposta è che non ci sia nulla di strano. Sperando che questa sia una voce infondata, perché sarebbe tragicamente preoccupante venire a sapere che l’amministratore di un piccolo gioiello di cultura come Bassiano lasci o addirittura preveda che un luogo d’arte venga umiliato come se fosse normale, chiedo formalmente a chi di dovere, all’interno di questa somministrazione, di prendere atto di cosa sia stato combinato a questa attività e di porre rimedio quanto prima.

Umberto Feola

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