Piagge marine, quella spiaggia in collina con il mare… liofilizzato
piàggia s. f. [lat. mediev. plagia «pendio, costa di monte» e «spiaggia» (di cui sono anche documentate le var. plaia e masch. plaiu), forse incrocio del lat. correvamo giù per le piagge, di siepe in dirupo, raggiungevamo il torrente (Pratolini)
Dizionario Treccani
Quando da ragazzo andavo a Latina i miei cugini mi prendevano in giro per via di una presunta megalomania setina di rivendicare di avere una spiaggia marina in collina. Ci pure abitavo alle Piagge Marine e la cosa mi feriva pensando che effettivamente una “spiaggia” lassù mancava, e tanto, di mare. Mi feriva perché non vedevo prepotenza in un nome, neanche possibilità di sopraffazione.
Capii dopo che le piagge non erano esattamente le spiagge del mare con tanto di sabbia, e questo andava, ma era il marine che non si spiegava. Se a piagge potevo mettere una pezza a marine che dicevo? Potevo richiamare l’emergere di antichi fondali marini, del resto sulle dolomiti si trovano i fossili di conchiglie, Pensai pure a cercare qualche Caboto made in Sezze, ma era vano e stavo fuori tema.
Così inventai che erano quei posti fatti a terrazza dove non c’era il mare ma si vedeva. Posti dove puoi farti un film e una idea del mar senza bagnarti i piedi. Era un mare asciutto, un mare fermo, insomma era una idea liofilizzata di mare. Ora ve la butto così ma ci spesi tempo e tempo per capire, poi mi lasciai andare a non volermelo spiegare perché era bello il suono di quelle parole: Piagge marine. Parole che mi facevano marinaio capace di scoperte strane senza la paura dei mostri marini, degli abissi, delle sirene con i loro canti: un marinaio di collina,
Capite che, quando ascoltai Francesco Guccini che cantava Odysseus l’ho capito al volo e mi ritrovo a cantarlo specchiandomi
Bisogna che lo affermi fortemente
Che, certo, non appartenevo al mare
Anche se Dei d’Olimpo e umana gente
Mi sospinse un giorno a navigare
E se guardavo l’isola petrosa
Ulivi e armenti sopra ogni collina
C’era il mio cuore al sommo d’ogni cosa
C’era l’anima mia che è contadina
Un’isola d’aratro e di frumento
Senza le vele, senza pescatori
Il sudore e la terra erano argento
Il vino e l’olio erano i miei ori
Altri articoli
Luigi, un carabiniere a via Resistenza
Quando non sapevi cosa fare, quando tutto diventava buio, c’erano i carabinieri: ultima speme. C’erano. Oggi ricordo un carabiniere, Luigi...
La Meloni che vuole copiare Franco Zocca , l’ angelo e San Isidoro
Iniziai questa professione da corrispondente da Sezze, era il 1988, per Latina Oggi. Eravamo, oltre a me, Roberto Campagna,...
La fiaccola olimpica che passa a Sermoneta e umilia Sezze
"La fiaccola olimpica e Sezze scompare. Passa la fiaccola olimpica, passa (per citare i posti qui intorno) a Sabaudia,...
Auguri atei ma di cattolico educato
24 Dicembre 2025 1 Di Lidano Grassucci È Natale, vi faccio gli auguri? Mi faccio gli auguri? Non lo so, pensandoci a ragione....
Lucio Planera racconta la cappella sistina del popolo: l’Eremo di Santa Lucia. Una bella storia e una lettera per me
Ho conosciuto Lucio Planera per via dell'Anpi setina di cui sono socio fondatore. L'ho conosciuto nella bellezza di confronti accesi,...
La demografia di Lucidi e la memoria di Memmo Guidi
Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Domenico Guidi in risposta all'articolo La demografia di Lucidi e il futuro pubblicato ieri...
