La preghiera che scrissi a nonna, io che non credo
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Dedicato a mia nonna che mi ha insegnato a pregare ed ora non prego piu‘. “Figlio mio non sprecare le parole, una ad una e non chiedere Grazia ma nella grazia spera”.
Le preghiere mi hanno sempre affascinato sarà che sono state la prima cosa del creato con le parole che ho incontrato. Mi perdevo in quelle voci che andavano di pari passo su parole eguali e sempre le stesse. Poi le preganti, erano sempre donne in un mondo di bimbi e donne che gli uomini erano sempre altrove a combattere la guerra per vivere anche se c’era pace, si perdevano quasi rapite da quelle parole sempre le stesse. Poi ho ascoltato preghiere con lacrime per chiedere grazia a saltare il dolore, che arrivava puntuale e nonostate l’andare le cose come potevano, ringraziare uguale. Ho conosciuto credenti chiedenti e mai ringrazianti, ma nonna era pregante ringraziante comunque. “Nonna, ma non è andata bene?” e lei “E’andata come poteva e poteva anche peggio”. Anni da quando ero andato via da ogni pregare, ma mai bestemmiare, un laico, Pietro Nenni mi insegno di “fare quel che devi e accada quel che può”. Quello che faceva nonna mia col pregare. Così una sera lunga immaginai di pregare con lei con parole del tutto mie ma seguendo i tempi del suo pregare, l’ho fatta pregare in play back ma le parole che ne sono uscite sono sue, tutte sue nella testa mia.
Regina in questa china che è dolore
Regina che sei Grazia guarda questo tempo cupo
Regina che sei madre come madri sono le donne di ogni amore
Regina salva questo tribolare nella terra senza seme
Regina non sentire il grido di chi ha mangiato ma del bimbo appena nato
Regina senti la gloria che questo ultimo ti chiama
Regina senti il dolore che non ti chiedo di lenire ma di ascoltare
Regina senti la nenia dei grani di rosa
Regina senti l’antico che viene pregare senza chiederti cambio o passo ma il pianto
Regina senti questo dolore come donna hai sentito di figlio strappato
Regina sei in questo angolo che è ogni angolo di molto e sei speranza
Regina di speranza il pianto sconsolato senza madre che il tempo ti ha riportato
Regina che il tuo regno è in ogni lacrima asciugata al pianto
Regina che donna mi ha donato, non cercarmi che ti cerco senza avere domande e lo risposte non ci sono
Regina che hai pietà di questi uomini sporchi di vino, rabbia di morenti
Regina in questa china che è dolore.
Domani ultima speranza poi… chissà il Paradiso
Nella foto: Madonna del cardellino, Raffaello
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