L’acqua torna, i conti no
A seguito di un intervento ultimato da Acqualatina nei giorni scorsi, l’acqua nei rubinetti, forse. A non tornare restano i conti nella questione idrica setina. Acqualatina, dopo la partecipazione al consiglio comunale dello scorso 13 giugno a Sezze dove ha detto tutto e niente (ma è anche normale visto che ovviamente una spa solo parzialmente pubblica, non fa certo gli interessi dei cittadini), ha dato fiato alle trombe per sbandierare un evento di Ammodernamento delle reti idriche costato però l’ennesima interruzione del servizio a Latina, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, parte di Terracina e Sezze.
L’annuncio
La stessa Acqualatina ha quindi annunciato lo scorso 24 giugno:
“Le squadre dei tecnici hanno lavorato tutta la notte per consentire di minimizzare i disagi a utenti, esercizi commerciali e uffici. A tal riguardo occorre ricordare come sia stata ingente la mobilitazione di personale. Per gli interventi sono state coinvolte più squadre in parallelo in aggiunta al personale di Acqualatina, per un totale di circa 20 unità. I lavori permettono di recuperare circa 30 litri al secondo, con un beneficio per oltre 120.000 utenze di Latina, Sezze, Pontinia, Sabaudia, S. Felice Circeo e parte di Terracina. Per venire incontro alle esigenze degli utenti, sono state rese disponibili, inoltre, autobotti in tutti i Comuni e per l’intera durata dell’interruzione.
Occorre ribadire, infine, che i lavori eseguiti si inseriscono nell’ambito delle attività di Acqualatina per l’ammodernamento delle reti idriche su tutto il territorio dell’Ato4, oggetto anche di richiesta di finanziamenti in ambito PNRR. Questo tipo di intervento, infatti, contribuisce a migliorare la disponibilità idrica del territorio, aumentando la flessibilità e la resilienza del sistema, soprattutto di fronte a consumi in crescita e fenomeni più o meno straordinari connessi ai cambiamenti climatici in corso a livello locale e generale.
Nello specifico, per la condotta adduttrice di Sardellane sono stati già approvati fondi in ambito PNRR per la sostituzione completa con una nuova condotta, per un importo pari a circa 12 milioni di euro totali, di cui 8 finanziati dal PNRR e 4 inseriti nel Piano degli investimenti dell’ATO4. L’intervento è in fase di prossimo affidamento con procedura di gara”.

Numeri e bla, bla, bla
In mezzo a tanto bla, bla, bla, proviamo a tirare fuori qualche numero pregnante. L’intervento ha permesso di recuperare una dispersione di circa 30 litri al secondo. Sapete quanti sono 30 litri al secondo? Lo spiega la stessa Acqualatina: una capacità tale da dare beneficio a 120 mila utenze idriche.
Una capacità che è solo una parte di quella che è capace di irradiare Sardellane dove l’acqua, quindi non manca.
Del resto, anche in Consiglio Comunale a Sezze, tra una chiacchiera e l’altra, i tecnici di Acqualatina avevano dichiarato che attualmente la percentuale di dispersione dell’acqua pompata dai pozzi di Sadellane all’interno delle tubature che salgono a Sezze, è del 75%.
Sapete cosa vuol dire 75%? Vuol dire che comprate al supermercato quattro bottiglie di vino e arrivati a casa ne ritrovate solo una. Le altre tre, che avete pagato, ve le hanno scippate.
Questo succede all’acqua di Sezze che, senza dispersione quindi basterebbe non solo a 25 mila abitanti, ma a 100 mila.
Cui si aggiungono i 120 mila recuperati dall’intervento che gioverà, oltre a Sezze, a Latina, Pontinia, Sabaudia, S. Felice Circeo e parte di Terracina.
Riflessioni
In tutto ciò arriva il provvedimento del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, a razionare la risorsa idrica.
Il che andrebbe anche bene, perché ci sono effettivamente zone del Lazio e dell’Italia intera, in cui la crisi idrica è reale.
Ma la crisi idrica e la siccità da noi paiono diventate le giustificazioni per camuffare quelli che sono esclusivamente disservizi. Disservizi di cui bisognerebbe chiedere scusa e risarcire i cittadini (quasi tutti) che pagano le bollette, senza sconti e rimangono invece a secco, più o meno sistematicamente, più o meno ogni estate.
Ultimo concetto del ragionamento: nel quasi tutti i cittadini, vengono tenuti fuori quella fetta di utenti che l’acqua la rubano.
Nei dati di dispersione di Acqualatina, in mezzo a quel 70-75% di risorsa idrica pompata dai pozzi che non arriva ai contatori, c’è un buon 15% di acqua che viene attinta da allacci abusivi.
Ecco, ai titolari di allacci abusivi, non sono non vanno le scuse e tanto meno le diminuzioni. Andrebbero anzi individuati e perseguiti per furto di bene primario se non si può aggiungere anche attentato alla salute pubblica perché senza acqua, non c’è salute pubblica.

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Luca Morazzano
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