Lo struzzo Setino

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Originario dell‘Africa, è la più grande specie di uccello vivente, ma incapace di volare. Animale tra i più curiosi e contraddittori, tende a reagire con eccessiva paura ad un minimo stimolo esterno piegando il collo e appiattendosi a terra in un bizzarro e vano tentativo di isolarsi dal pericolo.

Da qui il modo di dire “ metti la testa sotto la sabbia” quando ci si riferisce a persone che si nascondono evitando di vedere il pericolo.

Ma che ha che fare lo struzzo con la nostra città, è stata per caso scoperta una nuova specie di pennuto?

Sezze piazza di spaccio, crocevia di traffici internazionali

La notizia, l’ennesima, che ci vede elevati agli onori della cronaca nera, è passata praticamente inosservata nell’indifferenza generale. Presi come siamo da feste e sagre, non abbiamo avuto il tempo neppure per un commento, un accenno all’argomento.

Eppure le varie notizie sono state ampliamente riportate da varie testate di informazione della provincia. Giornalisti come Di Mambro , Bassoli , Pistilli,(doveroso citarne alcuni), hanno riportato con dovizia di particolari i fatti di cronaca. E i fatti ci parlano di un fenomeno non marginale, profondamente radicato sul nostro territorio e sicuramente sottovalutato. Gli stessi ripetuti furti, le stesse rapine consumate in pieno giorno, che per settimane hanno tenuto banco nell’ opinione pubblica, non andrebbero trattati come casi isolati ma come facce della stessa medaglia.

Non siamo più la Sezze di qualche anno fa, di cui tanti ne serbono uno struggente ricordo: sono cambiate le cose, gli interessi, le genti. Conoscersi tra di noi bene o male ci permetteva di esercitare una sorta di controllo del territorio, oggi spesso non sappiamo neanche che faccia abbia il nostro vicino di casa.

I recenti scandali non ci hanno insegnato niente

Eppure, le recenti vicende giudiziarie che hanno prodotto una ondata di indignazione senza uguali, azzerando una intera classe politica, dimostrano che il malaffare si insinua nel tessuto sociale senza avvisare o chiedere permesso.

Se avessimo dato retta ai vari campanelli di allarme, probabilmente tutto questo non sarebbe successo.

E allora perché si sottovaluta cosi un fenomeno del genere, perché non fare tesoro degli errori del passato? E’ un argomento di cui se ne parla sempre malvolentieri, da sempre tabù.

Abbiamo più volte e da più parti invocato un rafforzamento delle forze dell’ordine sul territorio, e i recentissimi arresti sono la dimostrazione del prezioso e capillare lavoro che stanno svolgendo. Ma possiamo pretendere di scaricare su di loro l’intero carico di responsabilità?

Una menzione d’obbligo va a quei giovani che attraverso un blog locale non hanno paura a parlarci di mafie e malavita; degli esempi positivi dai quali dovremmo prendere spunto che ci esortano a non abbassare la guardia.

Ignorare le cattive notizie non le farà sparire

Possibile che tutto questo non provochi in noi sdegno, preoccupazione, indignazione? Siamo cosi assuefatti al malaffare che non ci facciamo più caso? Oppure preferiamo ignorarlo, sperando che il problema sparisca da solo? Comportarsi come lo struzzo, facendo finta che il fenomeno non esiste, non ci servirà; il silenzio potrebbe renderci complici inconsapevoli.

Feste e festicciole non possono bastare

La voglia di ritrovarsi, l’ apparente normalità non neghiamola a chi esce da un estenuante e lunghissimo periodo pandemico; alle famiglie, ai bambini che hanno bisogno di una ritrovata serenità.

L’invito è di smetterla di parlare di tutto per non parlare di niente, rincorrere eventi normalissimi spacciandoli per straordinari; sono atteggiamenti fuorvianti che distorcono la realtà, buoni per nascondere l’incapacità di gestire l’emergenza e che ci allontanano dal vero obiettivo.

Ed allora la classe dirigente, chi si è assunto responsabilità di governo, ritrovi i mezzi di dialogo e confronto necessari per affrontare il problema, prima che il fenomeno sfugga definitivamente di mano. Basta con meschine accuse reciproche, smettiamola con fanciulleschi atteggiamenti da bulletti di quartiere, con il finto buonismo, il falso perbenismo. Non abbassiamo la guardia, non diamo nulla per scontato, parliamone, discutiamone, informiamoci, soprattutto informiamo.

Autorevole voce istituzionale

Bene al riguardo il richiamo del Presidente del Consiglio Comunale per un ritrovato dialogo tra i vari rappresentanti della città, consapevole che è l’ unica strada per la risoluzione dei problemi.

Ma per evitare la politica dei due pesi e due misure, oltre a stigmatizzare il comportamento delle minoranze, sarebbe opportuno anche per esponenti della maggioranza un richiamo ad un atteggiamento un po’ più sobrio, più consono al ruolo assunto. L’impressione è che alcuni non si siano ancora calati appieno e con responsabilità nella parte di rappresentante delle istituzioni.

Così come doveroso sarebbe l’affermazione del principio di diritto di espressione, nella piena autonomia di chi è legittimato per ruolo a farlo, sia esso segretario di partito o di movimento politico.

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About Post Author

Giovan Battista Moraldo

Consulente informatico, ‘Sezzese’ di adozione, grato a questo paese nel quale sono cresciuto e messo radici, e attraverso il mio costante impegno sociale e politico tento di ripagare in parte le opportunita’ che questa citta’ mi ha donato. Già Consigliere Comunale in quella che è stata una breve ma intensa e indimenticabile esperienza di vita, nella quale ho cercato di rimanere sempre fedele a me stesso, ai miei principi, ai miei ideali, nella consapevolezza di non essere mai venuto meno ai miei doveri nei confronti degli elettori. Tante le passioni, non ultima quella per i cammini; Presidente della associazione ‘’MonsGaudii’’, affascinato dalla sensazione di comunione con l’ambiente che il cammino riesce a trasmettere contrapposto ai frenetici ritmi quotidiani: grazie ad esso ho riscoperto e riassaporato quei dettagli e quelle bellezze naturali che un occhio poco attento non riesce piu’a percepire. Ma sopratutto mi piace essere considerato un uomo qualunque che ama stare tra la gente qualunque.
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